FASE 2, cosa cambierà a Roma e nel Lazio dal 4 maggio. #CORONAVIRUS

CORONAVIRUS: DAL 4 MAGGIO SCATTA A ROMA LA FASE 2

COSA CAMBIERÀ NELLA CAPITALE E NELLA REGIONE A PARTIRE DA MAGGIO

C’è sempre più desiderio di normalità, ma cosa cambierà nella Fase 2 a Roma e nel Lazio? Anche la “Fase 2”sarà all’insegna dello smart working.  L’idea è che con la ripresa delle attività, e dove si potrà, si dovrà continuare a far lavorare in smart working i propri dipendenti.
Nei decaloghi destinati alle varie attività che la giunta Zingaretti sta scrivendo con un pool di epidemiologi e di alcuni esperti di medicina del lavoro, verrà messo nero su bianco che, dove si può, bisogna mantenere il lavoro agile.

Una road map di massima per far ripartire l’economia, Zingaretti e i suoi, l’avrebbero già ipotizzata, dando priorità alla riapertura delle fabbriche, seguite dal mondo dell’edilizia e infine da artigiani e commercianti, con i ristoranti a chiudere questa lista.

IL PENSIERO DEL SINDACO VIRGINIA RAGGI

Stessa cautela l’avrebbe mostrata anche Virginia Raggi, intervenendo alla cabina di regia tra governo ed enti locali. In collegamento c’erano anche il premier Giuseppe Conte e il ministro per le Autonomie e gli affari Regionali, Francesco Boccia. Sulle riaperture il Campidoglio seguirebbe una road map non differente da quella di Zingaretti: priorità a imprese e cantieri, quindi a uffici e negozi. La sindaca, all’incontro di ieri, avrebbe poi ripetuto posizioni e proposte già annunciate in passato: risorse per quei settori che andranno rafforzati come il trasporto pubblico locale perché servono nuovi bus, più uomini alla Polizia locale per i controlli, maggiori poteri ai sindaci, sul modello ponte Morandi a Genova, per realizzare gli investimenti e la possibilità di spendere le riserve in bilancio, congelate dal patto di stabilità. Infine ha richiamato l’esecutivo sulle difficoltà dei commercianti, che devono pagare affitti molto alti.