TREDICI, LA SECONDA STAGIONE SU NETFLIX

«Tredici»: Polaroid, un processo e ancora molti misteri.

Torna in streaming su Netflix «Tredici», una delle serie più discusse del 2017 che ha spaccato il pubblico a metà: tra chi chiedeva che fosse mostrata nelle scuole e chi invece riteneva che mitizzasse il suicidio. Selena Gomez è ancora una volta tra i produttori esecutivi e ritroveremo i protagonisti che abbiamo già conosciuto.

Se la premessa della prima stagione è appunto il suicidio di Hannah Baker (Katherine Langford) e la storia era sviluppata sull’omonimo bestseller di Jay Asher, questa volta il territorio è parzialmente diverso. Ritroviamo Clay e i ragazzi qualche mese dopo l’ultima puntata. «Clay sta attivamente cercando di lasciarsi alle spalle il ricordo di Hannah, gli eventi della prima stagione, le cassette, sta cercando di vivere una vita normale». Lei tornerà però a tormentarlo e lui ricomincerà a lottare perché le sia fatta giustizia «Perché è fatto così».

IL RUOLO DI HANNAH

Il ruolo di Hannah sarà diverso «Ogni volta che la vediamo sarà filtrata attraverso lo sguardo degli altri. Che siano flashback durante il processo, alcuni veri altri falsi, o attraverso gli occhi di Clay» spiega Katherine Langford. Si tratta dunque di una stagione molto diversa che esce dal seminato del libro, ma che mantiene «Il messaggio e lo scopo. Speriamo di promuovere la discussione e parlare di determinati problemi in maniera autentica».

COSA SUCCEDERÀ A JESSICA DAVIS?

L’amica/nemica di Hannah interpretata da Alisha Boe inizierà il suo percorso di guarigione «Vedremo come non sia sempre una linea retta, può andare molto bene un giorno e molto male un altro». Seguiremo la ragazza nel suo tentativo di trovare «Una nuova normalità».

«Molti dei personaggi sentono di essere riusciti finalmente a gettarsi alle spalle quello che è accaduto, poi inizia il processo» ci dice il creatore della serie Bryan Yorkey. Si tratta della causa civile intentata dai Baker contro la scuola che porterà i ragazzi al banco dei testimoni e farà riemergere i ricordi, ma anche cose che ancora non sappiamo e che Hannah non ha inserito nelle sue cassette. Lavorare senza il libro come rete di protezione è stato terrificante e allo stesso tempo stimolante «Ma è stato anche liberatorio, ci ha permesso di seguire i personaggi ovunque ci portassero». A muovere la storia sarà sicuramente il processo «Una sorta di motore, come lo sono state le cassette. Ogni episodio mostrerà la testimonianza di un personaggio. Si aggiungerà anche un nuovo mistero, un nuovo supporto analogico: delle polaroid».

LEGGI TUTTE LE NEWS SU SIMPLYRADIO.IT/NEWS