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	<title>gazzelle Archivi - Simply Radio, a Roma il Top del pop!</title>
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	<description>Solo musica, Solo Hit, Solo il Top del Pop</description>
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		<title>IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE &#8221; TUTTECOSE &#8221; DI GAZZELLE E MARA SATTEI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mario]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2021 14:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Ti spiego una canzone]]></category>
		<category><![CDATA[gazzelle]]></category>
		<category><![CDATA[mara sattei]]></category>
		<category><![CDATA[significato tuttecose]]></category>
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    <h1><strong>Tuttecose di Gazzelle e Sara Mattei  – L&#8217;essenziale è invisibile agli occhi</strong></h1>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>SCOPRI IL SIGNIFICATO DELLA NUOVA CANZONE DI GAZZELLE E SARA MATTEI!</strong></h2>
<p><em> </em><em>a cura della Psicologa <a href="https://www.psicologaeleonoradamiani.com/" target="_blank" rel="noopener">Eleonora Damiani</a></em></p>
<p>Si dice che la vera felicità sia nelle piccole cose e forse questo è proprio il senso ultimo del popolare brano <em>Tuttecose </em>di Gazzelle e Sara Mattei.</p>
<p><em>Mare, fammici stare bene, dentro c&#8217;è tutte cose. </em>Il mare da sempre è protagonista di numerosi film e componimenti, che siano poesie o canzoni. Se Leopardi scriveva &#8220;<em>e il naufragar m&#8217;è dolce in questo mar</em>&#8221; e più recentemente Coez cantava &#8220;<em>vorrei portarti al mare, anzi portarti il mare&#8221;, </em>stavolta gli autori di <em>Tuttecose</em> ci mostrano con una parola la risacca di emozioni che ci travolge davanti al mare. La natura nasconde spesso nella sua semplicità quella completezza di cui abbiamo bisogno, ma che a volte cerchiamo dove non possiamo trovarla. Osservando il continuo movimento ondulatorio del mare veniamo cullati tra passato e presente con la stessa dolcezza con cui questo accadeva nella placenta, tanto che quando ci immergiamo completamente nell&#8217;acqua la memoria primitiva ci riporta a quelle sensazioni apparentemente dimenticate.</p>
<h3>L&#8217;umanità della persona amata</h3>
<p><em>Io non lo guardo mai il tuo mondo da un oblò. Non ci ascolto, sì, in conchiglie il mare che ho dentro. Lascio andare, tutto appare, faccio strade in lacrime. Chiudo a chiave, poi scompare tra le cose che ho con te. </em>Quante volte ci chiudiamo rispetto alla persona amata? Offuscati dall&#8217;immagine idealizzata che abbiamo dell&#8217;altro, cadiamo nell&#8217;errore di negarne gli aspetti più umani. Così quando ci si para davanti con le parti che non amiamo, gli chiediamo inconsciamente di trasformarsi in un robot privo di difetti, mentre è proprio l&#8217;umanità la caratteristica che in fondo ci attrae di quella persona. La comprensione è la parola d&#8217;ordine quando è permessa dal dialogo e dall&#8217;apertura nei confronti dell&#8217;altro, di cui spesso abbiamo paura di scoprire le vulnerabilità.</p>
<blockquote><p>
<em>Entro in fissa in strani giorni come in fondo fai con me. Sul ciglio delle porte tue serrate col lucchetto. </em>
</p></blockquote>
<p>Le relazioni sono un gioco a due. La colpa diviene protagonista quando si cerca qualcuno che abbia un&#8217;intenzionalità nel ferire l&#8217;altro, mentre quasi sempre i reciproci comportamenti di chiusura sono dettati da paure non dichiarate nemmeno a se stessi, che si trasformano in specchi difficili da smantellare se scambiati per vetri trasparenti. Così crediamo di vedere qualcosa dell&#8217;altro dove in realtà non possiamo incontrare altro che la nostra immagine riflessa. Questa, se negata, rappresenta un ostacolo nell&#8217;incontro e nella comprensione del partner.</p>
<p><em>E forse andranno via tutte ste cose come onde sopra la sabbia il sole scende e io sto peggio. </em>Le relazioni, soprattutto quelle amorose, proprio come nell&#8217;incontro con il mare, ci danno l&#8217;occasione di affrontare antichi dolori, che ogni tanto riemergono e tendiamo a scambiare per qualcosa appartenente al presente. L&#8217;incontro con la sofferenza, per quanto doloroso, è un necessario passaggio per conoscersi e guardare gli altri con occhi più realistici e meno proiettanti. Ogni volta che si affronta un pezzetto di questo percorso vi è un avvicinamento ai bisogni primari, ciò di cui necessitiamo realmente, che può riassumersi anche in: <em>che bello starsene seduti, sai, noi due, una scia d&#8217;aereo e tutti muti [</em>&#8230;] <em>stiamocene io e te.</em></p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/yh3PehPJgb8" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong><a href="http://www.simplyradio.it/ti-spiego-una-canzone/">SCOPRI IL SIGNIFICATO DELLE CANZONI PIÙ SUONATE SU SIMPLY RADIO!</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LEGGI IL TESTO DI: &#8220;TUTTECOSE&#8221;</h3>
<div class="ujudUb">Okay, amici come prima, la festa è già finita<br />
Se non ti riconosci più non te la prendere con la mia vita<br />
Con la tua vita<br />
Che sembra un film dentro un film<br />
Dentro un film, dentro una foto sbiadita<br />
Un pezzo di una citazione a caso di qualche canzone<br />
Che non l&#8217;hai nemmeno mai sentita<br />
Ma tu non sei cattiva, no, no<br />
Sei buona come il tuo sapore tra le dita</div>
<div class="ujudUb">Mare, fammici stare bene<br />
Dentro c&#8217;è tuttecose<br />
Stiamocene io e te<br />
Che stare male non vale<br />
Se non lo puoi gridare<br />
Portati via ste cose<br />
Portale via con te<br />
Oh-oh-oh-oh-oh</div>
<div class="bbVIQb">
<div class="ujudUb u7wWjf" data-mh="-1">E conto a milioni le fasi che ho<br />
Poi ho compreso e dico: &#8220;Chissà se ho ragione o no&#8221;, ehi<br />
Io non lo guardo mai il mondo tuo da un oblò<br />
Non ci ascolto, sì, in conchiglie il mare che ho dentro<br />
Lascio andare, tutto appare, faccio strade in lacrime<br />
Chiudo a chiave, poi scompare tra le cose che ho con te<br />
Dico chissà se mi mandi, sono intorno due orbite<br />
Entro in fissa in strani giorni, come in fondo fai con me<br />
Sul ciglio delle porte tue serrate col lucchetto<br />
E dico amarti sottosopra forse riesce meglio<br />
Tipo come chissà se mi ascolti<br />
Come quando chiudi gli occhi, come le cose che ho in testa, ehi</div>
<div class="ujudUb xpdxpnd" data-mh="176" data-mhc="1">Mare, fammici stare bene<br />
Dentro c&#8217;è tuttecose<br />
Stiamocene io e te<br />
Che stare male non vale<br />
Se non lo puoi gridare<br />
Portati via ste cose<br />
Portale via con te<br />
Oh-oh-oh-oh-oh</div>
<div class="ujudUb xpdxpnd" data-mh="110" data-mhc="1">E forse andranno via tutte ste cose come onde<br />
Sopra la sabbia il sole scende e io sto peggio<br />
Ma non t&#8217;ho visto e non t&#8217;ho detto mai<br />
Che bello starsene seduti, sai<br />
Noi due una scia d&#8217;aereo e tutti muti</div>
<div class="ujudUb xpdxpnd" data-mh="176" data-mhc="1">Mare, fammici stare bene<br />
Dentro c&#8217;è tuttecose<br />
Stiamocene io e te<br />
Che stare male non vale<br />
Se non lo puoi gridare<br />
Portati via &#8216;ste cose<br />
Portale via con te<br />
Oh-oh-oh-oh-oh</div>
<div class="ujudUb xpdxpnd" data-mh="110" data-mhc="1">E stare male non vale<br />
Se non lo puoi gridare<br />
Portati via &#8216;ste cose<br />
Portale via con te<br />
Oh-oh-oh-oh-oh</div>
<div class="ujudUb WRZytc xpdxpnd" data-mh="66" data-mhc="1">Mare, fammici stare bene<br />
Dentro c&#8217;è tuttecose<br />
Stiamocene io e te</div>
</div>
</div></div></div>		</div>
	</div>
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		<title>DESTRI, IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE DI GAZZELLE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mario]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2021 14:57:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Ti spiego una canzone]]></category>
		<category><![CDATA[destri]]></category>
		<category><![CDATA[gazzelle]]></category>
		<category><![CDATA[ti spiego una canzone]]></category>
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    <div class="col-inner"><div class="w-text-block">
    <h1>IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE DI GAZZELLE &#8221; DESTRI &#8220;</h1>
<h2><strong>Fuggire o restare davanti ai difetti dell&#8217;altro?</strong></h2>
<p><em>a cura della <a href="https://www.psicologaeleonoradamiani.com" target="_blank" rel="noopener">Dott.ssa Eleonora Damiani</a></em></p>
<p>Se nel 1981 Claudio Baglioni cantava <em>gli occhi come due pezzi di vetro, tu non sei come ti credevo io, </em>a trent&#8217;anni di distanza, <em>Destri</em> di Flavio Bruno Pardini, in arte Gazzelle, ci racconta la disillusione amorosa al giorno d&#8217;oggi.</p>
<p>All&#8217;inizio di una relazione sembra tutto meraviglioso, colorato e quella che abbiamo accanto appare come l&#8217;anima gemella. Andando avanti con i mesi, in particolar modo durante le convivenze emergono lati dell&#8217;altro che riusciamo difficilmente a digerire, un po&#8217; perché poniamo delle aspettative idealizzate nel partner e nella relazione e un po&#8217; perché veniamo a contatto con degli aspetti scomodi di noi stessi che si presentano nell&#8217;interazione con l&#8217;altro.</p>
<p><em>All&#8217;improvviso sei volata via, lasciando indietro una nuvoletta. </em>In questo primo verso del brano la nuvoletta ricorda metaforicamente la posizione idealizzata che occupa la persona amata, o forse più esattamente &#8220;adorata&#8221;, durante i primi tempi della relazione, la cui immagine bucolica tende a dissolversi tanto più è rilevante la consistenza dei difetti. Il confronto con la disillusione porta l&#8217;autore a dire <em>Almeno meritavo una bugia, chessò, </em>forse consapevole del fatto che il primo a mentire a se stesso era stato proprio lui idealizzando l&#8217;amata.</p>
<h3>IL FILO CHE LEGA GAZZELLE ALL&#8217;AMATA</h3>
<p>Gazzelle racconta in più versi come è avvenuto l&#8217;incastro amoroso dal suo punto di vista. <em>Siamo due fiori cresciuti male, sul ciglio della tangenziale, all&#8217;ombra di un ospedale. </em>Qui l&#8217;autore sembra esprimere cosa lo lega inconsapevolmente all&#8217;amata, ovvero sentire di avere un vissuto comune che sia la base per costruire insieme un rifugio come possibilità di riscatto rispetto agli elementi dolorosi del passato.</p>
<p>In modo più consapevole canta prima <em>te l&#8217;ho già detto una volta mi ricordavi il mare, le luci di Natale, gli schiaffi sul sedere e lo spazzolino uguale, la Panda manuale, bruciare in una notte come una cattedrale </em>e in un secondo momento <em>gli occhiali di mia madre, le quattro del mattino, le Winston Blue smezzate, le facce di mattino, svegliarti mentre dormi, come le cazzo di zanzare. </em>Tutti questi elementi raccontano la scelta del partner come bisogno di ritrovare nell&#8217;altro la casa lasciata. Casa qui sembra essere quel luogo dentro ognuno di noi dove teniamo al contempo il ricordo degli occhiali della mamma e gli schiaffi sul sedere che nella loro quotidianità imprimono quella parte di lei che diventa una parte di noi, ma anche le comitive adolescenziali delle quattro del mattino, la prima macchina e la più recente convivenza in cui siamo immersi. Nell&#8217;altro, consciamente o meno, cerchiamo e ritroviamo tutti questi pezzi che compongono il nostro puzzle interiore e forse è più facile soffermarsi sugli occhiali e sulle quattro di mattina perchè quando arrivano gli schiaffi sul sedere sono tanto forti da oscurare la <em>luce che ti illumina dentro casa mia</em>.</p>
<p>Offuscati dalla luce dell&#8217;idealizzazione si fa difficoltà a vedere quei contorni che distinguono l&#8217;altro da noi e che con la potenza di uno schiaffo sul sedere ci mettono davanti alle parti più scomode di noi che non vorremmo vedere e che ci spingono fuori da quel calore casalingo tanto accogliente da soffocare l&#8217;individualità.</p>
<h3>I DESTRI AL MURO</h3>
<p><em>I destri al muro,</em> dunque, non fanno tornare <em>a quei momenti lì, a quando andava tutto a gonfie vele e mi faceva stare bene </em>ma sono espressione della rabbia che sorge spontanea nel vedere la forma dell&#8217;altro e la propria, usciti dalla luce annebbiante dell&#8217;idealizzazione. La rabbia però, se nel brano <em>Via </em>di Baglioni si trasformava in fuga, ora può essere trasformata da un più consapevole Gazzelle in una relazione matura che permetta l&#8217;incontro con l&#8217;altro e le sue differenze e con i lati di sé più difficili da toccare.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/8wlxTdDol70" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
</div></div></div>		</div>
	</div>
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<p>L'articolo <a href="https://www.simplyradio.it/ti-spiego-una-canzone/destri-il-significato-della-canzone-di-gazzelle/">DESTRI, IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE DI GAZZELLE</a> proviene da <a href="https://www.simplyradio.it">Simply Radio, a Roma il Top del pop!</a>.</p>
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