IL SIGNIFICATO DELLE CANZONI DI SANREMO 2023

Sanremo ’73  – Un inno all’Amore

IL SIGNIFICATO DELLE CANZONI DEL FESTIVAL 2023

 

a cura della Dott.ssa Eleonora Damiani (Psicologa e Psicoterapeuta)

Come canta il comico Valerio Lundini “é finito ormai Sanremo, ormai qualche giorno fa…”. La settantatreesima edizione del festival di Sanremo sembra essere stata caratterizzata dall’Amore. L’Amore in ogni sua forma e in particolare per se stessi. Tanto molti dei brani quanto alcuni discorsi hanno messo in luce l’importanza dell’Amore prima nei propri confronti e poi verso gli altri. Del resto, come sull’aereo, se prima uno non mette la mascherina a sè non può metterla neanche a chi ha accanto.

I discorsi di Chiara Ferragni e Chiara Francini in particolare hanno rimbombato in tutto l’Ariston per la loro umanità.

La prima ha parlato alla se stessa bambina, che è quello che dovremmo fare tutti per poterci accettare. È difficile prendersi la responsabilità di quello di cui si ha bisogno e che si desidera ed è ancor più difficile proteggersi dalle avversità dell’ambiente circostante. Quello che ci può salvare siamo noi stessi in questa forma di dialogo molto personale e profonda con quello che eravamo e che ci portiamo dietro tutta la vita, volenti o nolenti. In ognuno di noi infatti c’è quel bambino che chiede all’adulto che siamo oggi la dose d’Amore, protezione e rassicurazione che sente di non aver ricevuto in passato.

Chiara Francini parlando apparentemente della mancata maternità in realtà ha toccato il mondo interno di ogni donna. Ognuna infatti, che sia divenuta madre o non lo sia divenuta, si trova a fare i conti con la costante ricerca di sè in un corpo e in un’anima in continuo cambiamento. Mettersi in  dubbio cercando di capirsi è proprio di ogni essere umano e il tema della maternità in qualche modo tocca quei vissuti profondi che incontrano e si scontrano con la cultura e il mondo circostante.

Brani come “Splash” di Colapesce e Di Martino, “Vivo” di Levante, “Alba “di Ultimo, “Supereroi” di Mr Rain sembrano affrontare da vicino l’Amore per sè, la responsabilità dei propri bisogni e l’accettazione di quello che si è, indagando il tema delle aspettative, raccontando il proprio corpo e dando voce al proprio bambino interiore.

Altri brani come la vincitrice “Due vite” di Mengoni, “Tango” di Tananai, “Il bene nel male” di Madame, “Due” di Elodie sembrano raccontare la ricerca di sè nella relazione con l’altro. Se Tananai narra coraggiosamente l’amore che riesce a scaldare e a dare un senso alla vita anche durante  la guerra, Madame descrive l’ambivalenza del sentimento amoroso, mentre Elodie dal canto suo sembra proseguire il tema già intrapreso in “Ok, respira”, dove l’accettazione di sè a volte comporta la separazione dall’altro, e soprattutto “Due vite” sembra sintetizzare un po’ tutte le altre con la frase “che giro fanno due vite?”

In un’epoca molto tecnologica in cui i sentimenti tendono ad essere tanto idealizzati e poco vissuti, questa edizione del festival di Sanremo sembra aver riportato alla luce uno dei primi bisogni umani: il bisogno di calore. Il calore che passa prima da un contatto reale con sè e poi con l’altro e che necessita di rassicurazione e accettazione. Perchè forse ogni tanto possiamo dire a noi stessi:

Spegni la luce se non ti va. Restiamo al buio avvolti solo dal suono della voce, al di là della follia che balla in tutte le cose“.