IL SIGNIFICATO DI CHIAMAMI PER NOME DI FEDEZ E FRANCESCA MICHIELIN

Chiamami per nome – IL SIGNIFICATO DELLA CANZONE DI FEDEZ E FRANCESCA MICHIELIN

Perchè ricorda Lo stadio di Tiziano Ferro?

 A cura della Psicologa Eleonora Damiani

Che cosa hanno in comune Chiamami per nome di Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, e Francesca Michielin e Lo stadio di Tiziano Ferro? Pur se a qualche anno di distanza, uno del 2021 e uno del 2014, i due brani sembrano sottolineare entrambi il bisogno di appartenere insito nell’essere umano, nel senso di sentirsi parte di qualcosa.

Aristotele diceva che l’essere umano è un animale sociale e John Donne qualche tempo dopo rincarava che nessun uomo è un’isola, insomma è impossibile non appartenere.

IL VIDEO DI CHIAMAMI PER NOME

Se vedete il video dell’ultimo brano di Fedez e della Michielin, noterete il vuoto su ogni sedia e sentirete il magone che lascia. Nel 2014 Tiziano Ferro cantava in ogni stadio c’è una storia, il timore, l’amore, la fine di una vita, il principio di altre mille ed una voce, un coro, che spaccano il cielo ed è vero. Lo stadio ci fa sentire uniti così come il teatro e il cinema con il rimbombo di risate, lacrime ed emozioni. Tanto chi è seduto quanto chi esulta in piedi sente di essere parte e di apportare la sua unicità a qualcosa di più grande, di essere il tassello di un puzzle, senza il quale ci sarebbe un buco non colmabile da altro.

Quando ero piccola mio padre mi diceva che tutti siamo utili e nessuno è indispensabile, invece io credo che ogni essere umano è necessario, perché se manca anche solo un pezzetto la storia cambia, proprio come accadeva nel film La vita è una cosa meravigliosa del 1946 di Frank Capra. Lo stadio, il teatro e ogni altro luogo di ritrovo dove occupiamo un posto così prezioso e geloso ci ricordano che senza di noi la totalità in cui siamo immersi non sarebbe la stessa e così noi non saremmo gli stessi se non fossimo lì.

fedez Michelin chiamami per nome

Chiamami per nome, il significato della canzone di Francesca Michielin & Fedez

L’IMPORTANZA DEL SENSO DI APPARTENENZA

Sin da quando nasciamo apparteniamo perché, che ci piaccia o no, ognuno di noi ha una storia, anche se non la conosce o non ne vede le venature, e ognuno con la sua particolare unicità contribuisce a quello che verrà, dando il singolo apporto a qualcosa di più grande. Anche nelle realtà più difficili vi è un senso di appartenenza, perché quella stessa realtà con tutte le sue difficoltà ha contribuito ad ampliare le nostre risorse personali.

LA PANDEMIA E LA SOLITUDINE

In un periodo così complesso come questo legato alla pandemia, dove la solitudine, la mancanza di abbracci e la precarietà si fanno sempre più reali sembra difficile ricordare che siamo collegati anche a chi non vediamo, ma la distanza fisica non può separare quello che la mente tiene unito. E allora quello che cantano Fedez e la Michielin sembra un grido di speranza: chiamami per nome perché in fondo qui sull’erba siamo mille, mille. Sento tutto sulla pelle, pelle, ma vedo solo te baby, te baby. Ma non serve siano mille ora che ho solo te baby, te baby.

Davanti alle promesse deluse e ad un presente incerto la necessità di appartenere diviene più forte e mentre prima eravamo in tanti sul prato di quello stadio a cantare, ora quello che ci rimane è stringerci alle persone più vicine. In ogni stadio, teatro e cinema il vuoto che resta sulle sedie è quello lasciato da tutti noi persone vere, di cuore o corrotte con le nostre storie, la nostra vita e la nostra umanità. Anche se ora sembra più difficile, se continueremo a sentire di appartenere a questi luoghi tanto quanto questi appartengono a noi potremo farli rinascere quando ne avremo l’occasione. Solo se accettiamo di appartenere cambieremo il mondo e cambierà davvero.

 

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